lunedì 10 aprile 2006

rinsavisco

ho vissuto (o meglio non-vissuto) un anno davvero brutto e frustrante.

all'inizio del 2005 ho cominciato a seguire un nuovo gruppo di clienti, con la promessa che una parte dei vecchi sarebbero stati passati a qualcun altro.
ma non è stato cosi. ho cominciato a fare straordinari su straordinari, mentre altri colleghi staccavano alle 8 ore e 1 minuto. da notare che io abito a 45 km dall'ufficio, e nell'ufficio commerciale sono quella che abita più lontano.

prima delle ferie estive il nostro capo ha convocato uan riunione per spiegarci che la produzione verrà spostata sempre più nei paesi dell'est per ridurre i costi, ma che noi impiegati non avevamo niente da temere.
sempre prima delle ferie ho chiesto al mio capo-area di ridiscutere la suddivisione dei clienti e dei compiti a me assegnati. mi ha detto "ne riparliamo dopo le ferie" ma non è cambiato niente fino a dicembre. e io ho continuato a fare straordinari.

a gennaio - periodo di bilanci - ero ormai in arretrato con tutto il lavoro e sono stata ripresa nell'ordine da:
- i due agenti tedesco e austriaco (perchè avevo preparato la documentazione di vendita in ritardo)
- il nostro commerciale che risiede in germania e visita i clienti (per lo stesso motivo)
- il capo area (idem)
- il personale dell'amministrazione (perchè non avevo chiarito alcuni reclami con i clienti, aperti da diversi mesi)

sempre a gennaio il capo area mi ha detto che una parte dei miei clienti sarebbe passata alla mia collega.
a febbraio ha sospeso la cosa dicendo che il titolare stava riorganizzando tutte le funzioni e preferiva aspettare.

a fine marzo l'ufficio reclami (che prima era in un'altra sede) è stato spostato nella nostra sede e a me e ad un'altra collega è stato detto che dovremo seguire anche una parte del lavoro dei reclami.
perchè nei prossimi mesi ci sarà un calo del lavoro.
nella riunione convocata per spiegare questa riorganizzazione, il capo ha detto che naturalmente, un domani, se dovesse trovare un serbo o un bosniaco che sa bene il tedesco e che vuol fare il commerciale, nulla vieta di spostare all'est anche l'ufficio commerciale.

durante questo anno ho trasformato completamente i ritmi della mia vita, tornando a casa dal lavoro alle otto di sera e confinando tutte le attività extra lavorative a tarda sera. non vado mai a dormire prima delle undici e mezza, ma il mio cervello ha sempre bisogno di dedicare una certa quantità di tempo ogni giorno ad attività extra-lavorative. per me leggere un libro o navigare in internet significa rubare ore al sonno, ma non riesco a farne a meno.

mi sono sentita davvero stupida, stupidissima: non dovevo fare tutti quegli straordinari, non dovevo mostrarmi così disponibile! c'erano sere in cui andavo a casa piangendo perchè non era quella la vita che volevo fare, non ho mai voluto mettere il lavoro al primo posto della mia vita! eppure, per non avere avuto la forza di cambiare, mi sono ritrovata proprio nella situazione che meno desideravo.

ho proprio bisogno di cambiare qualcosa!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Solidarietà.