sabato 29 settembre 2007

sabato 15 settembre 2007

no grazie



a londra non c'è la raccolta differenziata, o almeno io non l'ho vista, però in una libreria ho notato una campagna per limitare l'uso dei sacchetti di plastica.
avevo iniziato già da un po' a usare borse di stoffa riutilizzabili, ma in quasi tutti i negozi che non siano il supermercato ti mettono subito la merce nella borsa di plastica, e diventa davvero difficile far capire che non la vuoi.

ecco quindi alcuni utili consigli di guerriglia psicologica:
  1. Sorridi e dì di no.
  2. Linguaggio corporeo
    Stai ben dritto, con le spalle all'indietro e il petto in fuori. Una posizione ferma e decisa porta lo sguardo allo stesso livello e crea un vantaggio psicologico. Il primo che batte ciglio è un perdente.
  3. Interrompi
    Prova a dire: "Mi scusi se la interrompo. Non mi serve la borsa di plastica, grazie mille."
  4. Previeni
    "Salve, mi stava per chiedere se mi serve una borsa di plastica, vero? Beh meno male, perché non mi serve."
  5. Colpisci in anticipo
    Dillo forte e con fierezza "Voglio far sapere a tutti che non ho intenzione di usare un sacchetto di plastica. Ci mettono 500 anni a biodegradarsi."
  6. Dì le tue ragioni
    "Le borse di plastica sono roba vecchia"
    "La borsa di plastica è morta"
    "Le borse di plastica rovinano gli alberi"
Per maggiori dettagli il sito della campagna è qui. L'organizzazione "We are what we do" propone una serie di azioni per cambiare il mondo partendo dalla vita quotidiana. Rifiutare i sacchetti di plastica è l'azione n. 01, ma ce ne sono altre 99, come usare la biro finché l'inchiostro finisce o piantare un albero, ma anche cucinare qualcosa per un amico, portare i bambini in ufficio per un giorno, o trascorrere del tempo con una persona di un'altra generazione.

metodo stanislavski

  • Per interpretare questo film ho cercato di entrare dentro Me Stesso, però all'inizio Me Stesso non voleva lasciarmi entrare.
  • Poi però una volta entrato, Me Stesso non mi lasciava più uscire. "Allora esco." "Sì però fra mezz'ora torni, vero?"
Pier Francesco Loche alla presentazione del film "Le ragioni dell'aragosta" di Sabina Guzzanti

Se avesse avuto anche solo questo merito, di riportare sulla scena un attore che ai tempi di Avanzi, Tunnel etc. era il mio preferito dopo Corrado Guzzanti e che negli ultimi anni era praticamente sparito, "Le ragioni dell'aragosta" avrebbe già una bastevole ragion d'essere, ma non è solo quello. Riporto le parole con cui lo ha descritto Cinzia Leone sul suo blog:
"Il film non è una banale ripetizione delle maschere storiche di quella trasmissione. E’ la rivelazione del “dentro” degli attori che quelle maschere le interpretavano. E’ il gruppo visto da dentro. E’ il gruppo fragile, il gruppo che ha paura, il gruppo con le storie che hanno inevitabilmente cambiato quelli che il gruppo lo facevano.
E noi, quelli del gruppo, facciamo ridere ma senza maschera, senza la protezione di un personaggio, di una finzione. Facciamo ridere perché stavolta il verso lo facciamo a noi stessi."

"Non c’era uno straccio di copione su quel set. Cioè c’era, ma Sabina per non farcelo trovare se lo era nascosto in una carie."

Andatelo a vedere, se non altro per sostenere un film indipendente e autentico, penso che ne valga la pena. E poi fa ridere.

venerdì 7 settembre 2007

annunciaziò


giovedì 13 settembre al Ginger Bar in via Poscolle a Udine inaugurazione della mostra dedicata ai fumetti "Gnognosaurs" disegnati da quell'uom di multiforme ingegno che risponde al nome di Dree Venier.
per chi non lo conosce, Dree Venier è il creatore del primo blog in friulano ilfurlanist, nonché direttore del mensile La patrie dal Friûl.
i Gnognosaurs sono dinosauri non molto intelligenti, infatti gnogno o gnognul in friulano vuol dire scemo, tonto, babbeo: sarà per questo che si sono estinti?

domenica 2 settembre 2007

viaggio nel tempo

in una delle sale della national gallery ho avuto l'occasione di fare un piccolo viaggio nel tempo.
quando ho visto questo dipinto di canaletto mi è sembrato che la chiesa sul lato sinistro del canale avesse un non so che di familiare. non è una chiesa famosa, probabilmente nessun turista verrebbe a venezia per vedere solo quella, ma è la chiesa che ci si trova di fronte appena usciti dalla stazione dei treni s. lucia ed è per questo che mi era sembrata familiare.
sul lato destro del canale, un po' più distante, si intravvede la chiesa di s. lucia, abbattuta nel 1860 per far posto proprio all'omonima stazione.
i resti della santa si trovano oggi nella chiesa di s. geremia: io l'ho vista, è un corpo rinsecchito che fa una certa impressione, ma anche tenerezza. ti ricorda di quanto siamo fragili.
chissà se al tempo hanno chiesto a s. geremia cosa ne pensava, prima di affibbiargli una coinquilina.

sul sito della national gallery (molto ben fatto tra l'altro) trovate altri dettagli sul dipinto e la versione zoomabile.