lunedì 12 febbraio 2007

conigli neri e rughette

sabato sono stata a vedere il nuovo film di david lynch INLAND EMPIRE. si era in forse fino all'ultimo: io caldeggiavo "una notte al museo" ma il mio co.ci.co. (co-spettatore cinefilo compulsivo) non ha voluto dare neanche una chance al povero ben stiller; non so se si sia poi pentito di questo ma dopo il film ho percepito un'ombra di rivalutazione nella sua voce...
che cosa si può dire dopo avere attraversato un lungo e oscuro tunnel di angoscia durato ben tre ore? boiata pazzesca o genio assoluto? non l'ho ancora capito ma mi sono lasciata manipolare completamente dal regista, provando l'angoscia nei momenti angoscianti, l'inquietudine nei momenti inquietanti, sentendo la tensione salire nei momenti in cui si creava tensione e spaventandomi a morte almeno un paio di volte.
sono sicura che non lo avrei retto se fossi andata a vederlo da sola, del resto anche adesso, a notte fonda e con il vento fuori che ulula, non mi sento proprio a mio agio.
c'erano dei momenti in cui ho provato non solo tensione ma autentica paura. le scene più inquietanti erano però quelle in cui compariva una specie di sit-com con protagonisti tre conigli neri, le cui battute erano sottolineate da risate registrate messe a caso.
il film ha il tipo di trama in cui ha senso dire che domani potrebbe anche essere ieri, non si sa, e in cui livelli diversi di realtà e finzione si intrecciano fino a formare un inestricabile gioco di scatole cinesi, e tutto questo sarebbe davvero geniale se alla fine si riuscisse a ricavarne un senso compiuto, ma questo non avviene e per un tipino razionale come me tutto ciò risulta alquanto indigesto. forse se fosse durato un'oretta in meno mi avrebbe anche potuta convincere, ma davvero david lynch non è il tipo con cui andrei a prendere un caffè.
comunque da questo film ho capito che la cosa che più mi spaventa del decadimento fisico della vecchiaia sono le rughette attorno alla bocca.

per esorcizzare la paura dei conigli neri si può provare così
per esorcizzare le rughe non conosco rimedi.

"Che cosa volete da me?" gridò Pinocchio, rizzandosi tutto impaurito a sedere sul letto.
"Siamo venuti a prenderti", rispose il coniglio più grosso.
"A prendermi?... Ma io non sono ancora morto..."
"Ancora no: ma ti restano pochi minuti di vita avendo tu ricusato di bevere la medicina, che ti avrebbe guarito dalla febbre..."

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