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martedì 10 marzo 2009

Non dire per cosa vieni. Lasciami
indovinare dalla polvere dei tuoi capelli
che vento ti ha mandato. È lontana la
tua casa? Ti do la mia: leggo nei

tuoi occhi la stanchezza del giorno che ti
ha vinto; e, sul tuo volto, le ombre
mi raccontano il resto del viaggio. Dai,

vieni a dar riposo ai tormenti del cammino
nelle curve del mio corpo – è una
meta senza dolore e senza memoria. Hai

sete? Avanza dal pomeriggio solo una
fetta d’arancia – mordila nella mia
bocca senza chiedere. No, non dirmi
chi sei né per che cosa vieni. Decido io.

Poesia n. 236 Marzo 2009
Maria do Rosário Pedreira
Tutti i nomi dell’amore

a cura di Mirella Abriani
e Fernando Pinto do Amaral
Crocetti Editore 2009

dal sito della rivista Poesia per l'iniziativa ”Il gran giorno da una poesia all’altra”: 

A casa vostra, passeggiando per strada, a scuola, nel vostro posto di lavoro, regalate una poesia, scambiate le vostre poesie, speditene una, scrivetene una nel vostro blog, fate scivolare una poesia sotto una porta qui o là, ma regalate una poesia agli altri.

lunedì 28 maggio 2007

barrare tutte le caselle

non riesco più a rintracciare la fonte di questa poesia che avevo salvato tempo fa sul pc.
parla di quando ci si trova a dover fare delle scelte - l'idea è che si possano scegliere entrambe le alternative, esplorando tutte le potenzialità della vita.
When you are faced with two alternatives
Choose both. And should they put you to the test,
Tick every box. Nothing is ever single.
A seed's a tree's a ship's a constellation.
Nail your true colours to this branching mast.


ho provato a cercare l'autore con google ma non riesco a risalire al sito da cui l'ho copiata - forse qualcun altro la conosce?

(mi è ritornata in mente oggi perché c'è un mio amico che sembra averne bisogno - sarebbe come dire di andare al cinema e vedere tutti i film che ci sono).

giovedì 15 marzo 2007

mi colpisce

oggi mi regalo una poesia di Wyslawa Szymborska

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.


mi colpisce perchè ho capito il motivo per cui "The Ring" mi ha fatto tanta paura. mi fa paura ancora adesso se ci ripenso ma averlo visto aveva un suo perchè. era solo un pezzettino di un filo lunghissimo e ingarbugliato che allora non intravedevo neanche.
lei dice che il libro degli eventi è sempre aperto a metà, ma non dice se bisogna sempre andare avanti a leggere o no.

colonna sonora: Plainsong - The Cure

...sometimes you make me feel like i'm living at the edge of the world...

venerdì 18 agosto 2006

soltanto l'ardente pazienza

non metto quasi mai poesie nel blog, perchè penso che l'emozione data da una poesia sia una cosa troppo personale, e citare una poesia fuori dal suo contesto contribuisca a renderla banale.

ma oggi ho letto questa e mi è sembrata non solo bellissima, ma sono proprio le parole che avevo bisogno di sentire in questo momento. perciò condivido volentieri.

Ode alla vita

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Lentamente muore chi fa della televisione il suo guru. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle i piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova la grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare.
Muore lentamente chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivi richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Muere lentamente

Muere lentamente quien se transforma en esclavo del hábito, repitiendo todos los días los mismos trayectos, quien no cambia de marca, no arriesga vestir un color nuevo y no le habla a quien no conoce.
Muere lentamente quien evita una pasión, quien prefiere el negro sobre blanco y los puntos sobre las "íes" a un remolino de emociones, justamente las que rescatan el brillo de los ojos, sonrisas de los bostezos, corazones a los tropiezos y sentimientos.
Muere lentamente quien no voltea la mesa cuando está infeliz en el trabajo, quien no arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño, quien no se permite por lo menos una vez en la vida, huir de los consejos sensatos.
Muere lentamente quien no viaja, quien no lee, quien no oye música, quien no encuentra gracia en sí mismo.
Muere lentamente quien destruye su amor propio, quien no se deja ayudar.
Muere lentamente, quien pasa los días quejándose de su mala suerte o de la lluvia incesante.
Muere lentamente, quien abandona un proyecto antes de iniciarlo, no preguntando de un asunto que desconoce o no respondiendo cuando le indagan sobre algo que sabe.

Evitemos la muerte en suaves cuotas, recordando siempre que estar vivo exige un esfuerzo mucho mayor que el simple hecho de respirar.

Solamente la ardiente paciencia hará que conquistemos una espléndida felicidad.

update del 24/09/07: questa poesia, erroneamente attribuita a Neruda, è di Martha Medeiros, scrittrice e giornalista brasiliana.

update del 25/01/08: oggi Mastella ha letto questa poesia al senato, prima di affossare definitivamente il governo Prodi.