sabato 11 agosto 2012

L'ospite d'estate

Quest'estate il blog non solo non va in vacanza, ma avrà anche un blogger ospite, Carlo Dulinizo (alias Luca Zirondoli) da Correggio, proiezionista, fondatore del blog Barabba e autore di un ebook che vi consiglio per diversi motivi, uno è perché è bello, un altro è perché è gratis: Pensieri in apnea. Gli ho lasciato le chiavi del blog sotto lo zerbino, non so ancora cosa farà. Stay tuned.

Strumenti per vedere le stelle

In queste sere siete anche voi col naso all'insù per guardare le stelle cadenti? Io sì, e siccome mi piace osservare le costellazioni, ma non me le ricordo mai molto bene, vi segnalo alcune app che potrebbero rivelarsi molto utili per un ripasso o per andare alla scoperta della volta celeste:

Stellarium è un software gratuito per Windows,  Mac e Linux.
Si tratta di un vero e proprio planetario, molto realistico, che vi mostra sullo schermo del computer tutto il cielo, le costellazioni e i pianeti. Offre molte personalizzazioni per la visualizzazione.
Sito di riferimento: www.stellarium.org/it/

Night Sky è un'app a pagamento disponibile in diverse versioni: per iPhone, iPod, iPad e Android. Utile per visualizzare la mappa del cielo, ha un'utile funzione di localizzazione che permette di allinearla direttamente con la volta celeste.
Sito di riferimento: www.icandiapps.com

Un altro modo per visualizzare stelle, pianeti e nebulose è Google Sky, che si può esplorare sul proprio browser oppure tramite Google Earth. Contiene mappe stellari e bellissime immagini realizzate dal telescopio Hubble e da altri telescopi.
Sito di riferimento: www.google.com/intl/it/sky/
Simili a Google Sky sono i servizi Google Moon e Google Mars.

Non sono gli unici strumenti disponibili, io li ho provati e mi sembrano ben fatti ma se cercate in rete troverete molte altre possibilità di esplorazione. Se ne conoscete altri segnalateli nei commenti.
Vi ricordo anche che la serata in cui si vedranno più stelle cadenti è quella tra il 12 e il 13 agosto, quindi continuate a scrutare.

mercoledì 1 agosto 2012

Review: La scossa


La scossa
La scossa by Leonardo Tondelli

My rating: 4 of 5 stars



Avevo già seguito gli articoli sul terremoto sul suo blog e li avevo trovati molto interessanti, ma interessanti non rende l'idea, come si dice quando si pensa allo stesso tempo "hai ragione" e "grazie di farci sapere come vanno le cose lì" e "vorrei essere lì per darvi una mano"?
Li avevo già diffusi su tutti i social network che conosco, e adesso non posso che consigliare a tutti questo ebook, se non altro perché L'INTERO COMPENSO DELL'AUTORE VERRÀ DEVOLUTO PER LA RICOSTRUZIONE DI CAVEZZO.



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giovedì 26 luglio 2012

I nostri nonni han viaggiato più di noi

O almeno, per me è così, me ne sono resa conto l'altro giorno, mentre mia madre riordinava le vecchie foto di famiglia. Mi è capitato tra le mani un documento dell'esercito con i dati del mio nonno materno Beniamino, dal quale ho scoperto diverse cose che ignoravo, ad esempio:
  • mio nonno aveva partecipato alla guerra d'Etiopia, si era imbarcato a Napoli ed era sbarcato a Massaua nel 1936, ed era rientrato l'anno seguente;
  • durante la seconda guerra mondiale combatté in Yugoslavia, guadagnandosi una croce al merito;
  • sbandato dopo l'8 settembre 1943, fece ritorno al paese
  • (qui mi affido a vaghi ricordi familiari) gli dissero che i tedeschi lo cercavano, si nascose in mezzo al granoturco ma non riuscì a sfuggire all'arresto; fu deportato in Germania da dove fece rientro non si sa bene quando.
L'altro mio nonno, Aquilino, era stato a lavorare in Camerun come muratore. Una mia bisnonna dal lato paterno conosceva le chiese di Roma come le sue tasche, perché era stata a servizio da giovane presso una famiglia romana. 

Provo a immaginarmi come deve essere stato per loro andare così lontano dai loro paesi: non sapevano le lingue, avevano al massimo la terza elementare, non avevano il telefono, potevano scrivere solo qualche lettera a casa.

Mi colpisce il fatto che io sono venuta a saperlo molto tempo dopo la loro scomparsa, perché loro non ne parlavano mai, non se ne vantavano, non avevano diapositive da mostrare, come facciamo noi con le foto delle vacanze. Eppure sono partiti e sono tornati. Per questo dico che han viaggiato più di me, perché alla distanza geografica si aggiungeva quella linguistica e culturale, se ci penso io in confronto a loro mi sento solo una turista.